Tali fonti durante la loro trasformazione in energia rilasciano anidride carbonica (CO2) particolarmente dannosa per l’atmosfera, ed altre sostanze inquinanti come le polveri sottili.

L’Associazione internazionale per l’energia ha introdotto l’indice sull’intensità di carbonio, dal quale si evince che nel 1990 il mondo emetteva 2,39 tonnellate di CO2 per ogni unità di energia (misurata come una tonnellata di petrolio o equivalenti). Vent’anni dopo, nel 2010, l’indice non si è praticamente mosso: 2,37. Il motivo è che nonostante l’avvento del solare e dell’eolico, il mondo ha accresciuto la fame di energia e quindi anche il ricorso a petrolio, gas e carbone, soprattutto nei Paesi emergenti, inoltre il parco dei generatori funzionanti risulta vetusto.
La capacità di sfruttare al meglio questi combustibili aiuterà a di abbassare le emissioni nocive in atmosfera, per aiutare noi stessi e gli altri, necessita per chi utilizza ancora queste fonti, di dotarsi di nuovi generatori a condensazione che abbattano le emissioni inquinanti contenute nei gas di scarico.










